“Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro”. L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.
Votazione
⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 3.5 su 5.
Perché ci è voluto tanto
Scrivo questa recensione ora ad inizio novembre nonostante questa sia stata una lettura di ottobre. Ci ho messo così tanto perché non ero sicura di cosa voler scrivere e infatti con il tempo ho iniziato a dimenticare questa storia. Inizialmente avrei voluto aggiungerla nella categoria best of 2023, ora non ne sono più così sicura.
Cosa mi è rimasto
La storia non mi è rimasta impressa.
Con l’aumentare delle pagine lette, la storia continuavo a non comprendere cosa stesse accadendo, ma ho iniziato ad apprezzare un poco di più il personaggio di Alina (all’inizio non mi stava particolarmente simpatica). Più avanti, mi sono resa conto che il problema infatti non sta nella costruzione dei personaggi, ma alla sostanza della storia.
Non ricordo molto di quello che è successo nel primo libro come se effettivamente fosse tutto un grande contorno e fossi ancora affamata di dettagli; mi sento come se mi mancasse la portata principale. Essendo il primo libro di una grande storia io spero che sia per questo che adesso, ad un mese dalla sua lettura, il mio ricordo continua a sbiadire fino a scomparire.
Voglio leggere il seguito e voglio leggere anche il restante dei lavori che appartengono a questo universo per cercare di capire qualcosa in più, soprattutto per quanto riguarda il cattivo della storia.
Non mi è particolarmente piaciuto il personaggio dell’eroe maschile (non ricordo il suo nome, è un male?). Ho trovato che la sua storia con Alina fosse stata un po’ gettata qui e là senza renderla abbastanza sostanziosa da far percepire i sentimenti anche sulla pelle del lettore.
Non so cosa aspettarmi dal seguito, ma sicuramente rimane una saga che voglio leggere.
In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell’arca “Anima”, è una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.
Votazione
⭐⭐
Classificazione: 1.5 su 5.
Peggior personaggio
Non mi è piaciuto neanche un personaggio, ma Ofelia l’ho trovata incredibilmente fastidiosa. Dalla descrizione fisica fino alla sua personalità decido di non salvare assolutamente nulla. Era da un po’ che non incontravo un personaggio tanto orribile.
Cosa mi è rimasto
Descriverei questa lettura come un 500 pagine di nulla.
I capitoli mi sembravano infiniti e pagina dopo pagina facevo fatica a tenere gli occhi aperti. Mi aspettavo una storia d’amore e un’avventura da far perdere la testa e invece non ho trovato niente di tutto ciò. Ofelia mi è stata subito antipatica, Thorn ripete le stesse due parole in croce per tutto il libro utilizzando sempre lo stesso tono (lui poi non sono riuscita neanche ad immaginarmelo; ogni volta veniva descritto solo come una montagna alta quattro metri).
Tutti i personaggi principali vengono descritti come persone ripugnanti e avidi. Non ho trovato in questo libro neanche una delle caratteristiche che amo nei fantasy: coinvolgimento, magia, descrizioni vivide e personaggi amabili anche nella loro malvagità.
Sono una grande fan dei cattivi lo ammetto, ma qui non sono riuscita a fare il tifo neanche per l’eroe. L’unico personaggio accettabile è stato quello della sciarpa di Ofelia e ho detto tutto.
Sono alla ricerca di un qualcosa che mi faccia venir voglia di comprare il secondo volume per dargli almeno un’occasione, ma ora come ora do una stella e mezzo solo per la fine. Non è che mi sia piaciuta, ma almeno metteva fine al supplizio della lettura.
Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino. Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre.
Votazione
⭐⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 5 su 5.
Cosa mi è rimasto
Erano anni che non leggevo un fantasy così. I personaggi, così diversi tra loro; i dialoghi, così realistici e potenti; le descrizioni, incredibilmente vivide; le emozioni, vive e pressanti sulla pelle del lettore.
Non ci sono parole sufficientemente belle per descrivere questo libro. Si legge tutto in una volta (perché sarebbe impossibile chiudere il libro prima di sapere come va a finire). La vena di mistero lo rende ancora più interessante. Non facevo altro che prendere appunti nella mente durante la lettura per capire quale fosse il vero gioco di Caraval.
Questo inizio è così brillante che oggi sono dovuta correre in libreria per acquistare il secondo volume – neanche le tempistiche rapide di Amazon sarebbero state abbastanza veloci. Ho sete di avventura, un po’ come la protagonista. Rossella è un personaggio incredibile: forte, coraggiosa, fiera, empatica e con il cuore grande. Lei riesce a stravolgere la storia pagina dopo pagina. Mi ricorda un po’ Belle. Forse proprio per questo mi piace così tanto.
Julian. Che cosa dire di lui. Non si può dire abbastanza. Non mi piace, ma allo stesso tempo lo adoro. Mi sento una Rossella in questo momento, combattuta su ciò che provo per questo personaggio tutto ombre e segreti. Spero davvero di vedere un Julian più vero nel secondo capitolo.
Libro della top 5 dei miei best of 2023. Grazie Caraval per avermi regalato questa grande emozione e di avermi fatto innamorare di nuovo di una bella trilogia fantasy.
Libro 2 – Legend
Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L’unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l’antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell’Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d’amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.
Votazione
⭐⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 5 su 5.
Cosa mi è rimasto
Questo libro è stato un salto d’emozioni continuo – non leggevo un libro in 24 ore da così tanti anni che avevo quasi dimenticato la vera sensazione di essere rapita dalle pagine. Mi è sembrato di vivere su pelle ogni emozione, ogni bacio, ogni abbraccio. I personaggi prendono vita nel fantastico mondo di Caraval. Non vorrei dire, ma tutte le scrittrici che si chiamano Stephanie (o Stephenie una a per una e non cambia molto) mi fanno del male con dei libri meravigliosi.
In questo secondo libro non troviamo la nostra amata Rossella a narrare la storia, ma Donatella. La nostra piccola Tella, che nel primo era rimasta forse un po’ troppo in ombra, è una splendida scoperta. Io sono una Rossella, lo sono sempre stata e sempre lo sarò, ma Tella… oh mia Tella che narratrice meravigliosa che sei.
Legend in questo libro prende vita. Non lo si è potuto amare in Caraval perché quel libro giustamente doveva essere il palcoscenico di Julian (che adesso posso dirlo con voce ferma: è un personaggio bellissimo e va protetto a tutti i costi) e di Rossella, ma anche qui, ancora una volta posso solo dire… oh Legend che uomo intrigante che sei. Da quanto tempo non mi innamoravo di un personaggio? Forse dai tempi di Edward (ma non temere amore mio tu sei sempre l’unico nel mio cuore).
Tra magia e nuovi arrivati (cough cough Jacks cough cough), il secondo libro della trilogia ci regala grandi sogni e grandi giochi, ma bisogna fare attenzione e non dimenticare cosa sia reale e cosa invece sia finzione perché Caraval può essere un gioco molto pericoloso.
Libro 3 – Finale
Sono passati due mesi da quando i Fati sono stati liberati, due mesi da quando Legend ha reclamato per sé il trono, due mesi da quando Tella ha scoperto che il ragazzo di cui si è innamorata in realtà non esiste. Mentre vite, imperi e cuori restano in sospeso, Tella deve decidere se fidarsi di Legend o piuttosto di un ex nemico. Dopo aver scoperto un segreto che ribalta tutta la sua vita, Rossella dovrà tentare l’impossibile per salvare coloro che ama e l’Impero. E Legend dovrà fare una scelta che lo cambierà per sempre. Caraval è finito, ma il più grande dei giochi è appena cominciato. Non ci sono spettatori questa volta, qualcuno vincerà, e qualcuno perderà per sempre.
Votazione
⭐⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 5 su 5.
Cosa mi è rimasto
Arrivata a questa recensione ho finito le parole e le lacrime.
Quando ho girato l’ultima pagina mi sentivo vuota, svuotata di tutto, ma felice. Non mi sentivo così da anni. Questa trilogia è stata una giostra di grandi colpi di scena. Praticamente è impossibile capire la prossima mossa. Stephanie è una scrittrice incredibile.
Ma che cosa ci porta Finale oltre che l’ovvio? Finale ci porta sia Tella che Sella, insieme, ma coinvolte in battaglie distanti. Ci porta una lotta per il cuore di Legend (e forse anche per il cuore di Tella). Ci porta Fati arrabbiati e Fati disposti ad aiutare, ma a quale prezzo? Jacks torna e questa volta recupera i suoi pieni poteri. Oh quel Fato maledetto che cosa non farebbe per possedere e ottenere quello che più desidera. Finale ci porta un Julian innamorato, una Rossella aperta ad aprire il suo cuore ed i suoi occhi, una Donatella determinata e senza paura, un Legend un po’ confuso, ma sempre pieno di passione.
Io non voglio soffermarmi troppo sulla recensione di questo capitolo finale perché sarebbe impossibile dirvi oltre senza rovinarvi la fine di questa avventura. Posso solo dire di prepararvi a tutto perché Caraval non è in corso, ma un gioco più pericoloso lo è e bisogna lottare per ciò che sia ama anche a costo della propria felicità.
Le mie ship
Donatella e Legend e non mi dovete dire nulla Rossella e Julian perché naturalmente i miei bambini meritano di essere felici Jacks e le mele perché almeno quelle le può controllare
Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l’immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome.
Votazione
⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 3.5 su 5.
La frasi che riassumono questo libro secondo me
«Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.» «Ma le idee sono molto più indomite dei ricordi e mettono radici assai più in fretta.»
Cosa mi è rimasto
Ho scritto e cancellato questa recensione tante, forse troppe volte perché non è stato facile arrivare a dare un giudizio a questo genere di storia.
La vita invisibile di Addie LaRue è tante cose, ma secondo me ne poteva dare anche molte altre e per questo non riesco ad andare oltre le 3,5 stelle.
Il personaggio di Addie è meraviglioso; dimostra forza e coraggio, amore e debolezza, desiderio e passione. Non so se come Addie io sarei riuscita a resistere per tanto tempo, a soffrire così tanto, perdendo tutto, continuando a credere nella bellezza del mondo, nella curiosità della scoperta e dell’avvenire. Ad ogni porta sbarrata, Addie immagina la bellezza dello scoprirne una nuova il giorno successivo. Ad ogni perdita, Addie sogna la magia di un nuovo primo incontro bagnato da una pioggia o scaldato da un sole diverso da quello del giorno precedente. Addie vive a pieno e con la stessa voglia di stupire e di essere stupita e per questo un po’ la ho invidiata.
Il personaggio di Henry è diverso. Mi piace, ma non tanto quanto Luc. Forse ho un debole per i cattivi. Forse, semplicemente, Henry mi è sembrato essere stato buttato in mezzo alla mischia solo per far finire la storia come Luc l’aveva immaginata. Lo ho trovato un po’ troppo melodrammatico e melenso per quanto la sua storia insieme ad Addie mi abbia reso molto felice. Lui la vedeva e la ricordava. Questo per me è stato un colpo di scena davvero pazzesco.
Luc ha il mio cuore. L’ho detto che ho un debole per i cattivi. La sua descrizione, il suo modo di parlare, il suo modo di essere viene descritto alla perfezione. Viene facile amarlo quanto odiarlo.
Nel complesso è una bellissima storia. I vari salti temporali ti aiutano a capire molto sui comportamenti ed i pensieri di Addie. Io l’ho letto in lingua originale e posso dire che è stata una bellissima esperienza.
Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino. Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre.
Votazione
⭐⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 5 su 5.
Cosa mi è rimasto
Erano anni che non leggevo un fantasy così. I personaggi, così diversi tra loro; i dialoghi, così realistici e potenti; le descrizioni, incredibilmente vivide; le emozioni, vive e pressanti sulla pelle del lettore.
Non ci sono parole sufficientemente belle per descrivere questo libro. Si legge tutto in una volta (perché sarebbe impossibile chiudere il libro prima di sapere come va a finire). La vena di mistero lo rende ancora più interessante. Non facevo altro che prendere appunti nella mente durante la lettura per capire quale fosse il vero gioco di Caraval.
Questo inizio è così brillante che oggi sono dovuta correre in libreria per acquistare il secondo volume – neanche le tempistiche rapide di Amazon sarebbero state abbastanza veloci. Ho sete di avventura, un po’ come la protagonista. Rossella è un personaggio incredibile: forte, coraggiosa, fiera, empatica e con il cuore grande. Lei riesce a stravolgere la storia pagina dopo pagina. Mi ricorda un po’ Belle. Forse proprio per questo mi piace così tanto.
Julian. Che cosa dire di lui. Non si può dire abbastanza. Non mi piace, ma allo stesso tempo lo adoro. Mi sento una Rossella in questo momento, combattuta su ciò che provo per questo personaggio tutto ombre e segreti. Spero davvero di vedere un Julian più vero nel secondo capitolo.
Libro della top 5 dei miei best of 2023. Grazie Caraval per avermi regalato questa grande emozione e di avermi fatto innamorare di nuovo di una bella trilogia fantasy.
Luce Price viene accusata di un crimine che non ha commesso e mandata al riformatorio Sword & Cross. Qui la ragazza inizia a essere perseguitata da strane visioni e incontra il giovane Daniel Grigori.
Votazione
⭐⭐⭐
Classificazione: 3 su 5.
Cosa mi è rimasto
Questo libro potrebbe essere un sì e allo stesso tempo un grande no.
Mi piace il luogo e il tempo in cui è stato ambientato il libro, il mood, l’aesthetic e le vibes, mi piace il modo di scrivere dell’autrice, le descrizioni che si intrecciano a dialoghi che sembrano stranamente realistici. Mi piace la tensione tra i personaggi e le piccole differenze che si riescono ad intravedere andando avanti nella storia.
Tutti definiscono la saga di Fallen un Twilight con gli angeli, ma io non ci ho trovato nessun punto in comune. Daniel non ha niente a che vedere con Edward e Cam e Jacob sono come il giorno e la notte.
Tra i due amanti mi schiero con Daniel; Cam mi è piaciuto nelle prime pagine o forse fino a poco prima della scena del bar – per piacere intendo dire che non lo disprezzavo non che lo avrei scelto se fossi stata al posto di Luce. Mi piace il concetto dell’essere legati dal destino, ma ancora non mi è chiara tutta la storia della reincarnazione, di come e quando sia iniziata. Forse mi sono persa un punto. Forse devo leggere gli altri libri per riuscire a collegare dei ponti che al momento mi sembrano impossibili da oltrepassare. Mi concedo la lettura del secondo prima di decidere con fermezza da che lato schierarmi se dal “sì” o se dal “no”, per il momento rimango sul mio amato “forse” anche perché non può essere sempre tutto nero o tutto bianco.
Cosa sarebbe accaduto se il bacio del principe Filippo non avesse spezzato l’incantesimo? La risposta sta nel nuovo romanzo C’era una volta un sogno che rivisita uno dei più famosi classici Disney, raccontandone una versione alternativa e inattesa. Il Principe Filippo ha sconfitto il dragone in cui si è tramutata la perfida Malefica ed è tornato al castello dove giace addormentata la dolce Aurora. Con un bacio vuole svegliarla ma… questa volta il lieto fine non si avvera. Il principe cade a sua volta addormentato, mentre Aurora fugge da un castello ricoperto di spine. Per fortuna non è sola, al suo fianco ci sono vecchi amici che offrono il loro aiuto.
Votazione
⭐
Classificazione: 1 su 5.
Cosa mi è rimasto
Prima lettura del mese e primo abbandono. Rispetto a libri letti della stessa saga questo è stata una completa delusione.
Il personaggio di Aurora l’ho trovato davvero fastidioso e noioso per questo si merita il premio peggior personaggio.
Dopo la centesima pagina di nulla ho deciso che non valeva il mio tempo e, visto che mi stava davvero portando ad un blocco del lettore, non ho voluto rischiare di andare avanti, soprattutto ora che ho ripreso a leggere con tanta foga.
Il concetto c’è e la trama sembra interessante tanto quanto gli altri, ma chissà perché questo non ha funzionato. Sembra quasi che l’autrice abbia deciso di smettere di provarci dopo il successo di “as old as time“. Forse di mezzo c’è anche il mio non aver mai apprezzato la storia della bella addormentata fin da bambina.
Maleficent per quel poco che l’ho incontrata durante la breve lettura mi è sembrata come sempre la regina indiscussa del male. Avrei continuato solo ed esclusivamente per lei, ma ovviamente non essendo la protagonista non stava ricevendo abbastanza attenzioni. Un gran peccato. Forse, prima o poi, tornerò a leggere questo libro per il momento finisce nei miei grandi flop.
Consiglio magari questa lettura a chi non hai mai letto altri libri della serie “a twisted tale” per non avere grandi aspettative.
“Antico come il tempo A twisted tale” è il romanzo che rivisita il famoso classico Disney, raccontandone una versione alternativa e inattesa. Nel suo punto saliente, la storia ha un’evoluzione diversa da quella raccontata nel film e i protagonisti si trovano ad affrontare prove difficili e coinvolgenti. Quando Belle tocca la rosa incantata, uno strano flusso di ricordi invade la sua mente: rivede sua madre e scopre con stupore che era proprio lei la fata che un tempo aveva maledetto la Bestia e tutti gli abitanti del castello. Sono passati 21 anni da allora… riusciranno Belle e la Bestia a dipanare il mistero che avvolge il passato delle loro famiglie e a spezzare l’incantesimo?
Votazione
⭐⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 5 su 5.
Cosa mi è rimasto
La bella è la bestia rimarrà per sempre nel mio cuore.
Il personaggio di Belle mi ha sempre ispirato tanta forza, determinazione e coraggio e la sua passione per i libri tanto simile alla mia mi ha fatto sempre sentire parte di qualcosa, come se da qualche parte, in un mondo fatto di carta, io non fossi così tanto sola. Il suo spirito guidato dalla voglia di conoscenza e curiosità guida questa versione della storia. Troviamo una Belle un pochino più dura e forse un briciolo più testarda, ma rimane sempre la nostra Belle.
Il personaggio della bestia invece mi ha lasciata un pochino confusa. Per quanto simile nei comportamenti al personaggio del cartone, in questa storia è molto più animalesco e a tratti fastidioso.
Alcune scene del libro ti fanno capire che non stai leggendo la solita favola – ci sono momenti in cui le descrizioni sono incredibilmente crude e anche un po’ macabre.
Miglior personaggio
Vorrei dire Belle, ma anche il personaggio della maga che ha stregato la bestia mi è piaciuto molto quindi diciamo che rimane tutto in famiglia.
È passato un anno dalla tragica morte di Simon Kelleher, in tanti hanno cercato di imitare la sua app, ma nessuna è riuscita ad affermarsi, anche perché, prosciolti da ogni accusa Nate, Bronwyn, Addy e Cooper, i gossip portati alla luce si sono sempre rivelati poco appetitosi. Fino a questo momento, almeno.
Votazione
⭐⭐⭐⭐⭐
Classificazione: 4.5 su 5.
Cosa mi è rimasto
One of us is lying era stato per me una rivelazione, il seguito mi ha lasciato senza fiato.
Può sembrare una storia banale, ma sta tutto nel come vengono presentati i personaggi. Non ho potuto resistere, mi sono affezionata come non mai a questi nuovi tre protagonisti e alla loro caccia alla verità. Lo stile è identico, sembra quasi di non aver mai chiuso one of us is lying, ma di aver semplicemente voltato pagina. La cosa più bella sta nella diversità delle personalità che vengono ad incontrarsi e nel loro completarsi a vicenda.
Il finale ti lascia con il fiato mozzato: non è scontato, non è troppo semplice, ma neanche tanto complesso da farti tornare indietro e chiederti “come è possibile?”. Gli eventi si incastrano alla perfezione e il solito alternarsi dei punti di vista non è mai lasciato al caso – è un perfetto susseguirsi di eventi.
Questo libro merita di essere letto, merita la fama che ha e anzi, ne sento parlare anche troppo poco. So che solitamente questo genere di libri (soprattutto se presentati come tiktok famous) tendono a rimanere un po’ nell’ombra per la paura di poter sprecare soldi per un libretto da quattro soldi, ma (almeno per me) questo libro è stato una bellissima scoperta.
Quando leggerlo?
Adatto ad ogni occasione – i riferimenti al primo volume sono ben spiegati però consiglio sempre di leggerlo prima di iniziare questa nuova parte della storia.
Personaggio preferito
Maeve perché mi rispecchio nel suo modo di essere. Lei è una buona amica, una brava sorella e soprattutto una bellissima anima. Si merita il meglio.
Mateo e Rufus sono due ragazzi con due vite completamente differenti, che si sono ritrovati nella stessa situazione, vivere la loro vita in meno di ventiquattro ore. I due giovani si sono incontrati grazie a un’app che permette proprio di cercare qualcuno con cui vivere il loro ultimo giorno, Last-Friend.
Votazione
⭐⭐⭐
Classificazione: 3 su 5.
Cosa mi è rimasto
Non è stata una lettura facile e più volte sono stata tentata di abbandonare il libro al suo destino. Non so bene che cosa mi abbia fatto andare avanti fino all’ultima pagina, ma credo che il buon 75% del merito sia da attribuire al personaggio di Mateo.
Se tornassi indietro ricomprerei il libro? Probabilmente no. Leggerei altro scritto dallo stesso autore? Probabilmente si.
They both die at the end non è un brutto libro, ma forse non è pienamente il mio genere. Nonostante mi abbia ricordato molto “the secret life of Albert Entwistle“, libro che ho addirittura inserito nella mia categoria “best of 2022“, c’è qualcosa in questa storia che non mi ha fatto andare del tutto giù le prime 200 pagine.
Fino ad arrivare all’ultima parte della storia, nella bozza di questa recensione, avrei dedicato il premio peggior personaggio a Rufus, secondo protagonista della storia. Quella categoria ora non esiste più perché sono i pensieri di Rufus, dei suoi ultimi capitoli, che hanno portato questa ad essere una recensione a tre stelle. Il solo Mateo, nonostante la sua dolcezza, nonostante il rappresentarmi così bene sotto alcuni aspetti, non sarebbe effettivamente bastato a convincermi di potergli dare di più.
Per gli appassionati del genere questo libro credo che sia un must have in libreria, nella tbr e nella categoria “libri letti”.
Quando leggerlo?
Consiglio come lettura autunnale (e pensare che io lo letto in piena estate) perché ha vibes da lettura quando fuori piove o il cielo è nuvoloso.
Frase preferita
“Ti avrei amato se avessimo avuto più tempo. O forse ti amo già. Spero che non mi odierai per averlo detto, ma sono davvero felice. Ci sono un mucchio di regole su quanto tempo debba passare prima che tu possa guadagnarti il diritto di dirlo a qualcuno, ma non ti mentirei anche se non avessimo così poco tempo. La gente perde un sacco di tempo ad aspettare il momento giusto, ma a noi non è concesso questo lusso. Se avessimo tutta la vita davanti scommetto che ti stancheresti di sentirmi dire quanto ti amo perché sono convinto che quella è la strada che avremmo preso. Ma visto che stiamo per morire voglio dirlo tutte le volte che voglio: ti amo, ti amo, ti amo, ti amo.“